Le DinAmiche tra i fondaci di Montenero Valcocchiara

13.08.2013 08:09

Per la seconda volta in questi giorno è stato possibile visitare il borgo antico di Montenero Val Cocchiara, un paesino della provincia di Isernia nel Molise. 

Montenero Val Cocchiara è un comune italiano di 575 abitanti della provincia di Isernia in Molise. È un centro agricolo dell'alto bacino del Volturno, confinante con l'Abruzzo, situato in un paesaggio arido, quasi carsico, su un importante colle che si affaccia sulla vallata detta il Pantano.

 

Montenero Val Cocchiara è citato, per la prima volta, in documenti del secolo XI, epoca in cui risulta feudo dell'abbazia di San Vincenzo al Volturno. Fu successivamente del Borrello (secolo XII-XIII), poi dei Collalto, dei Contelmo (sec XV) e, nel periodo aragonese, dei di Sangro. Attraverso varie infeudazioni pervenne ai Doria. Finalmente il paese ha assunto l’attuale nome nel 1880. Ci si arriva facilmente se si entra al paese dalla parte di sopra, come probabilmente si faceva una volta seguendo la strada che passa davanti alla cappella rurale della Madonna Incoronata.

 Superato un arco che era una delle porte del nucleo più antico, si ha l’impressione di essere il protagonista di una scenografica apparizione per ipotetici spettatori che aspettano in basso in un accogliente sagrato tutto in pietra. Una serie di articolati piani inclinati, parapetti e gradonate che recano segni decorativi del XVIII secolo, con sedili in pietra e volute barocche, fanno da contorno alla facciata della chiesa di S. Maria di Loreto.

 

Oltre un bel portale del 1782, ha un poderoso campanile che sembra fatto a posta per controllare l’ingresso al suggestivo loggiato che volge a mezzogiorno sovrastando tutto il paese.

 

Di una incomprensibile epigrafe, ormai completamente abrasa, si legge solo la data 1570 che potrebbe far riferimento a qualche trasformazione apportata alla chiesa in quel periodo.

 

Il paese in origine si chiamava Mala Cocclaria e doveva avere una certa importanza intorno al 1039 quando fu sottratto all’abbazia di S. Vincenzo al Volturno dai feroci conti Borrello.

La parte alta di Montenero Val Cocchiara sembra saper resistere alle violenze urbanistiche che caratterizzano molti paesi circostanti. Anzi, girando per i vari borghi come quello pittoresco del Colle (dove forse era l’antico castello) dai portali, loggette e balconi settecenteschi, si ha l’impressione che una gran quantità di persone, anche straniere, abbiano deciso di fare di Montenero una specie di rifugio tranquillo conservando ed esaltando le sue caratteristiche ambientali.

 

Se vi dovesse capitare di visitare questo paesino non perdetevi  il Pantano della Zittola, ormai famoso per le centinaia di cavalli che vi sono allevati allo stato brado.

 

La proloco in questa occasione ha offerto l'occasione ad artisti ed artigiani di esporre i propri lavori all'interno dei vari fondaci.

Quando si parla di fondaci ci si riferisce però comunemente a quegli edifici o gruppi di edifici, ove per concessione del signore del luogo i mercanti depositavano le loro merci, esercitavano i loro traffici e spesso avevano essi stessi dimora.

La casa del mercante e la casa dell'artigiano sono quelle che caratterizzano maggiormente le città medievali d'Europa. Esse appartengono spesso al tipo unifamiliare a schiera o casa gotica. Nella casa medievale il piano terra era destinato a fondaco del mercante o al laboratorio dell'artigiano, che spesso utilizzava, per alcune lavorazioni, lo stretto cortile retrostante. Il primo piano era occupato da cucina e soggiorno e quello ancora superiore dalle camere da letto. Le persone non disponevano di stanze private: nelle case semplici spesso molte persone di diversa età e sesso dormivano nella stessa grande stanza, anche nelle case dei ricchi le ancelle dormivano ai piedi del letto della padrona e i garzoni in un angolo della camera del padrone.

 

DinAmiche ringrazia organizzatori ed amici che si sono resi disponibili.

 

 

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